lunedì 28 maggio 2012
ho mangiato pe(n)sante. (fai click qui).
sabato 12 maggio 2012
the Doors.
I'm spy ...
Stavo canticchiando quella canzone mentre aprivo la porta di casa tua.
in the house of love...
è inutile che tu ti chieda come abbia fatto a superare il cancelletto perchè lo sai benissimo che è sempre aperto.
anche la porta è una cazzata da aprire, soprattutto quando hai le chiavi.
I vicini non sono un problema. Mi conoscono.
All'ingresso, il solito immancabile ed immacolato sacchetto della differenziata; lo riconosco nonostante sia tutto avvolto nell'oscurità.
Accendo le luci del corridoio, ne noto il consueto disordine. Non mi meraviglio certo delle tue scarpe gettate lì, con i lacci imbrigliati, a prendere polvere, l'eterna polvere divina di casa tua.
Entro in camera tua. La luce non funziona, figuriamoci se hai voglia di cambiare una lampadina o meglio, forse tra tre anni, ti deciderai a comprarne una nuova e dopo un anno a cambiarla. Si, quattro anni per una lampadina. Nel frattempo hai perso due dottrie.
Accendo la lampada blu-blu-blu sulla scrivania.
Alle pareti i soliti poster avviliti di gruppi post-punk, post-rock, post-everything you want con le loro facce sobrie, le barbe (in)colte, le magliette dalla grafica cool ma senza troppa ostentazione, "siamo un gruppo serio, noi."
Il tuo letto sfatto, stanco, stanchissimo. Le tue lenzuola da ragazza e le tue coperte da nonna, che tua madre lava con cura prima di ogni inverno.
I Know the dream that you're dreamin' of...
Sul comodino un libro dal segnalibro bugiardo. So che menti, sarai lì da mesi, libro.
Poi un bicchiere d'acqua, noto l'impronta di due labbra, non le tue.
Sulla sedia, vestiti accatastati. Si stancheranno di te e andranno via. Lo sai, no?
La scrivania, la sua lampada blu-blu-blu, la sua polvere, eterna e divina, le tue solite penne a punta sottile,
la solita agenda nera con l'elastico. Tranquillo, non ho voglia di leggere gli appuntamenti che non hai.
Niente di nuovo, niente di strano.
Il tappeto a righe mi guarda torvo, le righe si storcono inquietanti.
Mi avvicino.
I Know your deepest, secret fear..
Apro il cassetto del comodino.
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Frugo tra la tua insonnia e trovo una foto. Tu e lei: bucolici e sorridenti ed immagino che nelle tue notti ansiose la guardi e cerchi il sonno, il meritato riposo dei vinti.
E allora mi alzo. Mi tolgo le scarpe, le calze, i jeans blu-blu-blu, le mutande.Non fa neanche freddo in questa fottuta casa. Salgo sul tuo letto. Mi accovaccio e gloriosa e immortale, ho pisciato sul tuo letto,si, proprio lì.
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